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5 febbraio 2013

La Via della Vita


«Nella via che conduce al Golgota si dipana l'avventura  dell'umanità frammentata in innumerevoli risvolti di  gioie e sofferenze, di incontri e scontri, di grandezze e meschinità».
Questa meditazione della passione di Cristo, preparata dal Patrizio Righero e da Annalisa Margarino, fa  incontrare il quotidiano delle donne e degli uomini del nostro tempo con l’evento della passione, morte e resurrezione di Gesù.
Da un lato la ricerca, la fede, il dubbio, la paura, l’incertezza a volte sussurrata, altre volte gridata: piccole storie di ordinaria fatica di vivere e di ricerca esistenziale.
Dall’altra l’avvenimento che squarcia in due la storia e mostra il volto di un Dio diverso, che si interessa
al “qui e ora” di ogni figlia e ogni figlio. 
Ogni stazione propone: una lettura tratta dai Vangeli; una preghiera che è, al tempo stesso, la testimonianza
di una ricerca; una meditazione semplice e incisiva per richiamare il mistero della salvezza; un’orazione finale che mette a fuoco il cuore della stazione.
L'immagine di copertina è dell'artista Jean-Paul Charles che vive e lavora in Val Chisone.

Annalisa Margarino – Patrizio Righero, 

La via della Vita, Via Crucis esistenziale per donne e uomini del nostro tempo, 

Elledici, € 4,00


Il sussidio è disponibile, 
nelle librerie,
on line sul sito
http://www.libreriadelsanto.it/?p=rpa
e
 

presso la sede di Vita Diocesana Pinerolese 
Via Vescovado 1
10064 Pinerolo (To)
Orari di apertura al pubblico: 
dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 12; 
nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.30 alle 17.30.

14 giugno 2009

Tabernacoli sparsi

Bruna si è alzata presto. In casa mille cose da fare. I bambini – sono quattro! – dormono ancora. E anche Mario non accenna ad alzarsi.

10.15 inizia la corsa. Un sorso di colazione che si strozza in gola.

-         Ma quanto ci metti a vestirti?

-         La giacca l’ho messa sulla sedia, ne sono sicuro come… ah eccola!

-         Sbrigati, sbrigati, sbrigatiiiiiiiii

E l’auto scivola per tre, quattro, cinque isolati. Con qualche minuto di ritardo… tutti in Chiesa e attacca il “confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli…”.

-         Confesso che potevamo arrivare prima, se solo…

E gli occhi scuri di Bruna sono rimprovero e perdono al tempo stesso.

“Che è versato per molti…”. 

-         per molti quanti?

Emanuele, dall’alto dei suoi 5 anni, non perde l’occasione per una domanda da cento punti.

-         Per molti… tutti!

Mario è il teologo di famiglia e sa dare la risposta opportuna anche al momento sbagliato. Quasi sempre.

Pace, pace, pace.

Un sorriso e una stretta di mano anche a chi sta sempre a borbottare.

-         Il corpo di Cristo.

-         Amen

-         Amen

-         Amen

-         Amen

-         Amen

-         Perché io non posso ancora fare la comunione?

 

Andate in pace. Con il gelato promesso. Ma di corsa.

Bruna ha il turno alla casa di riposo. Via il vestito della festa. Su con il camice.

-         Come sta nonna Carmela? La vedo in forma. Come dice? Un altro cuscino. Ci penso io…

Mario, l’aria di chi ha percorso mezza maratona con una gamba sola, a buttare negli spogliatoi le scarpe di Fulvio che tra tre minuti è in campo. Emanuele e “ricciolo” sono già sugli spalti. Eccitatissimi.

Ilaria a ripassare storia per l’esame di domani.

 

-         Il corpo di Cristo.

-         Amen

-         Amen

-         Amen

-         Amen

-         Amen

-         Perché io non posso ancora fare la comunione?

 

E’ il corpo di Cristo che è uscito dalla Chiesa. E’ il corpo di Cristo che è andato al lavoro. Sul campetto di calcio del rione. Sugli spalti a fare il tifo. A studiare storia dall’amica del cuore.

E’ il corpo di Cristo in processione per le vie della città.

E’il corpo di Cristo vivo.

Bruna, Mario, Emanuele, Fulvio, “ricciolo” e Ilaria sono i baldacchini, i tabernacoli, gli ostensori. Arredi liturgici con un cuore e i capelli scuri.

E’ il Corpus Domini che si scioglie, digerito nelle vie della città.

 

P.R.

 

12 maggio 2008

Nella nostra buca delle lettere...

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete;


la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 


Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai;

eppure il Padre vostro celeste li nutre.


Non contate voi forse più di loro?

Mt 6,25-27

6 settembre 2007

Relazione con chi?

Ho letto un comunicato dell'Agenzia NEV - Notizie evangeliche del 30 agosto 2007, in riferimento ad un intervento al Sinodo valdese della pastora Tomassone, che mi ha lasciato perplesso. Davvero molto.
Riporto il testo e alcune considerazioni personali.

Testo:
"Non è nel dualismo morte-vita che si scioglie il nodo di questioni etiche come l'interruzione di gravidanza, ma nella dimensione della relazione". È quanto affermato oggi da Letizia Tomassone, pastora valdese nonché vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nel corso di una conferenza stampa durante il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che si concluderà domani.
La pastora Tomassone è stata interpellata sulle polemiche sorte dalla pubblicazione dell'editoriale di Eugenia Roccella ieri su "Avvenire", in cui si parla di "pulizia etnica" a proposito del ricorso all'aborto in casi di diagnosi prenatale di malformazioni e in cui si afferma che la Legge 194, a trent'anni dall'approvazione, avrebbe bisogno di un "tagliando".
"La questione dell'eugenetica è stata sollevata in maniera del tutto impropria – ha affermato Letiza Tomassone – e non c'entra in realtà nulla con la Legge 194, che va difesa dagli attacchi integralisti. Bisogna affermare un principio etico fondamentale, quello della responsabilità nella relazione, per cui la donna può e deve decidere responsabilmente nella sua relazione con il feto. La libertà delle persone deve essere informata sul piano di un'etica della relazione, della cura e della vita".

Considerazioni:
- Se quando si uccide qualcuno non si può parlare di "morte-vita", quando se ne può parlare?
- Se quando si sceglie tra chi deve vivere e chi no, non si può parlare di "eugenetica", quando se ne può parlare?
- La Legge 194 va difesa dagli attacchi integralisti? Cioè una legge che accolla alla collettività le spese "militari" (qui davvero non si può parlare di spese mediche, perché la medicina serve a guarire non a sopprimere) di eliminazione di essere indifesi deve essere difesa? Non ricordo in base a quale passo biblico. O forse sono stati ritrovati dei manoscritti con una beatitudine che suona più o meno così: "beati voi se impedirete ai vostri figli di vedere la luce, uccidendoli nel grembo materno, qualora essi siano di inciampo e di ostacolo ai vostri progetti".
- la pastora parla di "un'etica della relazione, della cura e della vita". Interessante. Ma che relazione può instaurare il feto con la madre? Essendo nell'impossibilità di esprimere la propria opinione, la decisione della donna è unilaterale. Quindi non si tratta di una relazione che, per definizione, inplica la presenza di almeno due soggetti. A meno che non si riconoscano al feto i diritti fondamentali, riconsciuti ad ogni uomo. In questo caso, la sua vita è inviolabile. Quindi la 194 va farsi friggere.
Posso capire - ma non condividere -  che qualche buzzurro radicaloide possa difendere la pratica abortiva. Ma non capisco come un credente in Cristo lo possa fare.
Una società - o una chiesa! -  che non sa sostenere una donna in un momento critico - e i casi sono  tantissimi - e ripiega sulla soluzione più barbara e sbrigativa mi mette paura.
Tanta paura.



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permalink | inviato da animautori il 6/9/2007 alle 22:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

21 agosto 2007

Cara Amnesty, io mi dissocio!

Spett.le Amnesty,
ho sempre sostenuto la Vostra associazione che, fino ad oggi, ho sentito mia. Mi son fatto promotore dei vostri appelli e ho contribuito a raccogliere firme.
Tuttavia, in seguito alla presa di posizione in materia di aborto, sono costretto a dissociarmi.
Come si può difendere la vita delle donne a scapito della vita di altre donne e uomini, che hanno la sola colpa di non potersi ancora difendere? La vita prenatale è vita. Su questo non si può negoziare. L'aborto è un omicidio. Sempre.
Pertanto, se la vostra Associazione non ritratterà la sua posizione, dettata da iedologie tendenziose, non appoggerò più le vostre iniziative.
Scrivo queste righe con grande dolore.
 
Distinti saluti.

P.R.
 




«STRAPPO» SULLA VITA
la svolta In Messico, a porte chiuse, i delegati della più grande Ong del mondo hanno saltato il «fosso della neutralità»: il gruppo si impegnerà a «prevenire gravidanze indesiderate» Inoltre si batterà per depenalizzare la pratica e facilitare l’accesso alle strutture sanitarie

L'autogol di Amnesty sull'aborto

Mozione approvata dal comitato internazionale: «È un diritto umano»

Di Lorenzo Fazzini

Lo strappo è consumato: Amnesty International, la più grande associazione umanitaria del mondo (con 2,2 milioni di aderenti), ha cambiato la propria politica in tema di aborto includendo il sostegno alla depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza e il «libero esercizio dei diritti sessuali e riproduttivi» tra i propri obiettivi «umanitari».
La decisione, che segna un precedente per molti versi sconcertante nella storia della gloriosa organizzazione per la difesa dei diritti civili, è stata ratificata dal “28° Incontro del Comitato internazionale di Amesty International”, conclusosi venerdì sera a Cocoyoc, in Messico. La riunione ha coinvolto 400 delegati provenienti da 75 Paesi e ha affrontato diverse tematiche nella prospettiva – come recita il comunicato finale dell’assemblea – di un «mondo diviso dall’ineguaglianza, impunità e povertà». Per questo – si legge nella nota resa pubblica da AI (sigla internazionale di Amnesty International) – è necessaria una «coraggiosa ed estesa difesa dei diritti umani».
Da tempo l’incontro internazionale in Messico – appuntamento che si ripete ogni due anni – era sotto osservazione della stampa internazionale per la nuova politica sull’aborto, approvata in via preliminare dal Comitato internazionale di Amnesty nella primavera scorsa e criticata da molti. Il perché risulta evidente, come evidenziato da più parti: un’associazione nata per la difesa della libertà di coscienza, da sempre in prima linea per l’abolizione della pena di morte, ora ha “saltato il fosso” morale della neutralità sul tema aborto e si è schierata (pur con numerose critiche interne) per la possibilità dell’interruzione di gravidanza come «nuovo diritto umano».
In particolare, l’Ong – fondata dall’avvocato cattolico inglese Peter Benenson nel 1961 – ha dichiarato che considerando «la prevenzione della violenza contro le donne come il principale obiettivo delle proprie campagne, i nostri leader si impegnano di nuovo per lavorare in favore del rispetto universale dei diritti sessuali e riproduttivi. AI si impegna a rafforzare il lavoro dell’organizzazione nel prevenire gravidanze indesiderate e altri fattori che contribuiscono al ricorso delle donne all’aborto». Inoltre, si legge nel comunicato finale, Amnesty afferma nel concreto la propria prospettiva pratica su alcuni aspetti riguardanti l’aborto: sancisce che d’ora in poi darà «supporto alla sua decriminalizzazione» e si batterà per «assicurare alle donne l’accesso ai servizi sanitari quando sorgono complicazioni dopo un aborto».
Inoltre, «difende il ricorso all’aborto, dentro ragionevoli limiti a livello di gestazione quando la loro salute o i loro diritti umani sono in pericolo». In sostanza, la nuova politica – che utilizza un eufemismo molto in voga nelle Ong di marca abortista – certifica la propria deregulation etica con queste parole: «Sottolineiamo con forza che le donne e gli uomini devono esercitare i loro diritti sessuali e riproduttivi liberi da coercizione, discriminazione e violenza».
Da notare poi che, come rilevato da più parti, le modalità di AI nell’affrontare la questione non sono risultate particolarmente trasparenti: l’agenzia stampa Catholic News Service ha denunciato che il meeting in Messico si è svolto «a porte chiuse sia per la stampa che per il pubblico; inoltre non è stata resa nota l’agenda dei lavori». Anche a livello nazionale, con le consultazioni avviate nella primavera del 2005, i dibattiti interni sono stati “silenziati” e non sono state fornite notizie ufficiali. Infatti, solo grazie ad uno scoop del giornalista americano Ryan T. Anderson sulla rivista First Thing si era venuto a sapere (nella primavera del 2005) dell’inizio del lavoro consultivo dentro AI in tema di aborto.
A giugno scorso, in un’intervista al National Catholic Register, il cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, aveva criticato la nuova direttiva di AI, affermando che con essa «Amnesty International ha tradito la sua missione» perché porta avanti un doppio standard morale: da una parte si batte per l’abolizione della pena di morte, mentre ora «condona l’uccisione di un bambino non nato».
Il prelato, inoltre, aveva annunciato che da tale scelta sarebbe derivata la sospensione di ogni finanziamento ad Amnesty da parte di organizzazioni cattoliche.



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permalink | inviato da animautori il 21/8/2007 alle 12:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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