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e leggi con pazienza!






 

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5 febbraio 2013

La Via della Vita


«Nella via che conduce al Golgota si dipana l'avventura  dell'umanità frammentata in innumerevoli risvolti di  gioie e sofferenze, di incontri e scontri, di grandezze e meschinità».
Questa meditazione della passione di Cristo, preparata dal Patrizio Righero e da Annalisa Margarino, fa  incontrare il quotidiano delle donne e degli uomini del nostro tempo con l’evento della passione, morte e resurrezione di Gesù.
Da un lato la ricerca, la fede, il dubbio, la paura, l’incertezza a volte sussurrata, altre volte gridata: piccole storie di ordinaria fatica di vivere e di ricerca esistenziale.
Dall’altra l’avvenimento che squarcia in due la storia e mostra il volto di un Dio diverso, che si interessa
al “qui e ora” di ogni figlia e ogni figlio. 
Ogni stazione propone: una lettura tratta dai Vangeli; una preghiera che è, al tempo stesso, la testimonianza
di una ricerca; una meditazione semplice e incisiva per richiamare il mistero della salvezza; un’orazione finale che mette a fuoco il cuore della stazione.
L'immagine di copertina è dell'artista Jean-Paul Charles che vive e lavora in Val Chisone.

Annalisa Margarino – Patrizio Righero, 

La via della Vita, Via Crucis esistenziale per donne e uomini del nostro tempo, 

Elledici, € 4,00


Il sussidio è disponibile, 
nelle librerie,
on line sul sito
http://www.libreriadelsanto.it/?p=rpa
e
 

presso la sede di Vita Diocesana Pinerolese 
Via Vescovado 1
10064 Pinerolo (To)
Orari di apertura al pubblico: 
dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 12; 
nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.30 alle 17.30.

12 ottobre 2012

Con questi quattro stracci

Con questi quattro stracci addosso,

non devo abbassare il capo

di fronte a nessuno,

non devo battere i pugni

sul tavolo della vita

per ottenere l’attenzione del cielo,

non devo sentirmi a disagio

alla mensa del tempo

e al brindisi della pace.

Mi bastano questi quattro stracci,

per entrare a pieno titolo

nel mondo delle creature di Dio,

per sfilare sulla passerella

di quanti sono amati

fin dall’eternità.

Con questi quattro stracci addosso,

assaporo l’eleganza di un universo

che abbraccia il mio orizzonte

più di quanto io possa immaginare.

Con questi quattro stracci addosso,

io sono al tuo cospetto,

un re,

un angelo,

un figlio prediletto,

Padre mio.


E.P.

10 ottobre 2012

Oggi non avrò vergogna


La mia casa è tutta sottosopra.

Non è pronta per gli ospiti.

Non è pronta nemmeno per me.

Signore Gesù, perché vuoi entrare?

Che cosa pensi di trovarci? 

Non ho nulla di buono da offrirti:

la dispensa è vuota,

i letti sono da rifare,

la polvere è ovunque,

i piatti ancora da lavare.

E io non sono meglio.

Perché vuoi venire proprio a casa mia?

Sai che non sono un uomo buono.

Sai che non sono un uomo onesto.

Tuttavia, se proprio insisti

e se non hai paura di inciampare

nei miei peccati sparsi sul pavimento,

sappi che sei il benvenuto.

Oggi sarà per me un giorno nuovo.

Oggi non avrò paura di iniziare

le grandi pulizie.

Oggi non avrò vergogna deglla gente.

Se proprio vuoi,

entra nella mia vita

e fanne qualcosa di meglio.

Siediti pure alla mia tavola.

Io metterò i bicchieri.

tu li riempirai

con il vino buono della salvezza.


Patrizio Righero

22 agosto 2012

Un debito di felicità

"Rendici la gioia dei giorni in cui ci hai afflitti". Sono parole del salmo 89. È il grido di chi sperimenta sulla sua pelle e nella  sua anima il disgusto per la sofferenza cieca e inspiegabile, lo stridore del male che scarnifica le attese e le speranze.  È la legittima protesta di chi si vede privato dei giorni migliori, delle gioie attese e mai arrivate, di consolazioni che si davano per scontate. È la preghiera di chi vuole assicurarsi che i suoi “risparmi di vita” siano ben custoditi e maturino gli interessi sperati.  Non c'è nessuno che possa abituarsi al male. Ogni suo attacca implica una ribellione, un netto “no”. Spesso questo “no” diventa rifiuto di colui che si suppone sia il responsabile di quel male.  «Perché non poni fine tutto questo, Signore? Non vedi la sofferenza del tuo servo? In che cosa ho sbagliato?» Sono domande di chi ha fatto posto a Dio nella sua vita. Eppure si interroga. Il versetto del salmo suona come una provocazione ma, in realtà, mostra una fede profonda e più matura di quanto non possa sembrare.  L'invocazione si potrebbe riformulare in questi termini:

 

Signore Dio,  Tu sai che ho riposto in te la mia vita

e le mie speranze. 

eppure, se guardo alla mia vita presente,

vedo più male che bene,

più malattia che salute,

più angoscia che felicità.

Permettimi, Signore,

di farti presente questa mia situazione.

E di lamentarmi un po'. 

Credo di averne diritto.  Perché la vita che mi hai concesso

mi ha mostrato che il suo destino

è la felicità e non la disperazione. 

Pertanto eccomi qui, Signore,

a rendicontarti il mio disappunto.

so, anche se non lo capisco fino in fondo,

che non sei tu la causa del male. 

Eppure so anche che su quel male

tu hai l'ultima parola

e un giorno la pronuncerai, a mio favore.

A favore di tutti quelli che, come me,

si sono visti crollare addosso

sogni, progetti, desideri di bene. 

Quindi, Signore, ti ricordo che in un certo senso

mi sei debitore.

Mi devi quella felicità e quella pace

per la quale mi hai voluto e creato.

Ora non posso toccare con mano quella gioia,

ma so che tu non ti dimenticherai di restituirmela,

perché sai il male che ho patito,

il dolore che mi ha afflitto. Tra noi, Signore, c'è un debito di felicità.

Nelle tue mani deposito la mia fede

e i miei giorni bui.

Nelle mie attendo di ricevere la gioia promessa.

 

La risposta “ufficiale” al salmista giunge con l’incarnazione del figlio di Dio. Nel discorso della montagna (Mt 5,1-12), Gesù garantisce che il debito sarà onorato: “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”. E l’interesse sarà abbondante, tanto da estendere i suoi benefici già all’oggi: «Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

P.R.

 


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permalink | inviato da animautori il 22/8/2012 alle 15:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 agosto 2012

Vieni a prendermi

Vieni a prendermi, Yešu.

Sono pronta.

Vieni a prendermi quando vuoi.

Mi manchi anche se sei qui.

Mi manca il mio sposo.

Mi manca l’acqua

che mi hai dato da bere

e quel vino dolce

e quel pane fragrante.

Sulla mia pelle

posso leggere i segni

dei millenni.

Ora desidero

appoggiare il capo

sull’eternità.

Vieni a prendermi, Yešu.

Tendimi una mano.

Basta poco.

Nel guscio della morte

ci sono già stata insieme a te.

Le mie mani sono state aperte

dai chiodi che ti hanno trafitto;

i miei piedi hanno sanguinato

ad ogni tuo passo;

il mio dorso è solcato

dalle sferzate della solitudine.

I miei occhi sono stati bendati

da un sudario cieco.

Ora non mi resta che venire da te.

La porta è già aperta,

ma faccio fatica a salire

questa scala appoggiata al cielo.

Vieni a prendermi, Yešu.

Sono pronta.

Non ho bagaglio con me.

Sono leggera

come il soffio che ti ha generato.

Vieni a prendermi, Yešu.

Io sono pronta, Figlio mio.

 

P.R.

 

Solennità di Maria Assunta in cielo, 15 agosto 





15 luglio 2011

Parto per la guerra

Sono pronto, Signore.
La spada è affilata.
L’armatura è sicura.
Parto per la guerra, 
certo che tornerò sconfitto
perché il nemico è più forte di me.
Eppure parto senza esitazione, 
pronto ad affondare il colpo
fino in fondo.
Parto per la guerra, 
pronto a guardare in faccia il nemico, 
pronto a chiamarlo col suo nome.
Parto per la mia guerra d’Africa, 
pronto a prendere a calci la miseria, 
pronto a non tollerare l’ingiustizia, 
pronto a non cedere di fronte alle malattie.
La mia trincea 
il dispensario della missione.
Il mio campo di battaglia
la sala operatoria e i villaggi della foresta. 
Il mio salario
i canti dei bambini 
che torneranno a correre per le strade.
Se esiterò, 
sostieni la mia mano.
Se tremerò, 
rinnova il mio coraggio.
Se vorrò tornare indietro, 
spingimi in prima linea.
Perché domani parto per la guerra, Signore.
E ho paura.





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permalink | inviato da animautori il 15/7/2011 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 aprile 2009

Puoi pregare...

Puoi pregare,
anche nel traffico del mattino,
quando vorresti spazzare la strada con un colpo di ciglia
e l’umanità non ti sembra un granché.
Puoi pregare,
anche al lavoro.
Anche al lavoro che non hai
e che aspetti con il fiato sempre più corto.
Puoi pregare,
anche mentre prepari la cena
con le mani bagnate
e la verdura da pulire che non finisce mai.
Puoi pregare,
anche quando stai in ospedale
e la flebo ti scende in vena goccia dopo goccia,
lasciandoti nausea in bocca e sonno nel cuore.
Puoi pregare,
anche mentre baci,
con gli occhi chiusi e le ginocchia che tremano.
Puoi pregare,
perfino in chiesa,
quando ti sembra di perdere tempo
e non capisci un granché di ciò che senti intorno.
Puoi pregare,
anche quando non ne puoi più di sofferenza
e quando di gioia ne vorresti ancora, a non finire.
Ovunque e sempre puoi pregare,
perché per te Dio ha tempo e spazi infiniti.
Sta dove tu stai.
Sta quando tu stai.
Per questo sempre e ovunque puoi pregare.

Irina Brodskij


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permalink | inviato da animautori il 1/4/2009 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 giugno 2007

Una donna al suo Dio


Signore mio, sono io,

e tu sai chi sono, più di me stessa,

io,

che non mi trovo

in questo periodo così confuso,

che non voglio voltarmi al passato

e non so cosa mi attende il futuro.

 

Ti chiedo, o Padre buono,

di proteggere l’uomo che amo

e tutti i miei cari.

Fa crescere i piccoli sani e buoni

e che abbiano sempre un sogno nel cuore.

Abbi pietà di noi, tuoi figli, che ti imploriamo

nel momento del bisogno

e ti dimentichiamo nei momenti sereni.

Accogli quanti oggi hanno lasciato questa terra,

noi ti promettiamo di accogliere con gioia quanti arriveranno.

Affido a Te tutte le preghiere nascoste nei nostri cuori.

 

M. C.



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permalink | inviato da animautori il 20/6/2007 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

12 giugno 2007

La preghiera dell’attore

Signore,

ci hai affidato una grande missione:

annunciare, attraverso il teatro,

la buona notizia del tuo amore per gli uomini.

Sul palco,

vogliamo essere strumenti nelle tue mani,

voci della tua voce,

sguardi del tuo sguardo.

Resta accanto a noi,

insegnaci a rimanere umili

anche quando tutti ci applaudono

e a restare gioiosi e sereni

anche quando qualcuno ci critica.

Fa di tutti noi

una comunità di fratelli che,

giorno dopo giorno,

imparano a rispettarsi e stimarsi a vicenda

scorgendo nell’altro

la tua presenza divina.

Signore,

sceneggiatore di quel grande spettacolo

che è la creazione,

sii tu il registra della nostra vita,

perché tutti i nostri giorni

siano un canto di lode alla tua bontà.

Amen.



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permalink | inviato da animautori il 12/6/2007 alle 13:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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